Riapre la Strada del Ponale, il sentiero più spettacolare d’Europa

21 marzo 2019 7:21 am

Save the date: 12 aprile 2019. Perché? Semplice, finalmente riapre la Strada del Ponale, il più affascinante, panoramico e fotografato sentiero d’Europa.

Per chi ancora non lo sapesse, questo itinerario mozzafiato tra il Lago di Garda e il Lago di Ledro, è carico di storia oltre che di bellezza e richiama ogni anno centinaia di turisti da tutto il mondo giungendo l’anno scorso al traguardo del milione di passaggi!

Il Fascino della Storia

Ma la Strada del Ponale non è solo un sentiero durante il quale perdersi nel blu del Lago di Garda e nel verde smeraldo del Lago di Ledro. Ha un fascino ricco di storia che ben fa comprendere la vita di “qualche” anno fa. La strada infatti fu iniziata nel 1847 e considerata sin da subito un vero e proprio capolavoro dell’ingegneria, poiché, grazie ad una serie di gallerie e tornanti, apriva la valle ad un agevole flusso di persone e merci fino ad allora impensabile. Dal 1990 ai primi anni 2000 la strada fu chiusa, avendone costruita una nuova e più agevole. Solo in seguito, nel 2004 precisamente, grazie alla ferrea volontà del Comitato Giacomo Cis, fu creata quella che oggi conosciamo come una delle più incredibili ciclo-pedonali d’Europa.

Ma, per fare un “salto” indietro nel tempo, sapevate che la Strada del Ponale era parte di un complesso di fortificazioni a difesa dell’Alto Garda? Lungo la salita scoprirete infatti numerose feritoie, gallerie e fortificazioni austro-ungariche erette per impedire prima la discesa delle truppe garibaldine dalla Valle di Ledro verso il Garda e poi a difesa del confine dell’Impero Austro-ungarico con l’Italia prima e durante la I Guerra Mondiale.

La Strada del Ponale oggi

Il 12 aprile 2019 potrete finalmente vivere o rivivere nel caso l’aveste già fatto, l’emozione unica di questa strada. A voi la scelta, in mountain bike o a piedi? Noi l’abbiamo vissuta e amata a piedi (ma occhio ai bikers in discesa!) per godere con calma della suggestività della sua conformazione. Partendo da Riva del Garda abbiamo percorso la strada per circa un’ora giungendo al Bar-Ristorante Ponale Alto dalla cui terrazza si gode di un meritato relax super panoramico! Qui impossibile non scattare una foto alla cascata (ricordate poi di condividerla con noi utilizzando l’hashtag #vallediledro). Il Ponale è un torrente che ha origine dal Lago di Ledro e termina nel Lago di Garda con una cascata di circa 30 metri detta appunto Cascata del Ponale.

Il tempo di un caffè bevuto rigorosamente sul belvedere detto delle “zette” (tornanti) e via si riparte in direzione Valle di Ledro!

Qui il sentiero si biforca:

A destra si prosegue sui tornanti per proseguire su strada asfaltata, mentre a sinistra si può prendere la strada che porta a Pregasina e poi proseguire in salita sull’antica mulattiera. Entrambe le alternative raggiungono poi l’imbocco della ciclo-pedonale che porta al Lago di Ledro.

Sul percorso noterete anche i resti di una vecchia centrale idroelettrica costruita alla fine del XIX secolo e poi distrutta. Il sentiero sbuca poi sulla strada principale (ovvero la SS 240)per imboccare la ciclopedonale che costeggia il torrente Ponale.

Dopo circa 300 metri sulla statale, superato un piccolo ponte, ci si riallaccia al sentiero che attraversa i caratteristici centri di Biacesa, Pre e sulla salita che ci porta a Molina di Ledro. Ed ecco infine lui, il signor Lago di Ledro. La fatica della passeggiata viene ampiamente ripagata dalla sua vista. Color smeraldo intenso, cullato fra alte e verdeggianti montagne. Qui è proprio il caso di approfittare per un bagno rigenerante nelle sue acque se la stagione lo consente.

Noi vi consigliamo l’imminente primavera (e il bagno nel lago forse lo faranno solo i più temerari!) per godere di questo straordinario percorso che nella stagione dei fiori dà il meglio di sé. Per le note e le info tecniche vi lasciamo questo link. Noi, ci soffermeremo solo sulla maestosità di un panorama che davvero lascia senza fiato: i suoi colori più vivi che mai, le testimonianze storiche come le orme scavate per agevolare la salita dei muli carichi, la vecchia centrale idroelettrica ormai in disuso al cui interno cresce ricca vegetazione. Questa strada è molto più che un sentiero per fare trekking o mountain bike, è un dolce e indelebile ricordo della vita sacrificata e dura dei nostri avi, mitigata forse, dalla bellezza senza tempo di un territorio come la Valle di Ledro.


1 commento

  • Claudio fattibene says:

    Ottimo buona informazione da tenere in debito conto, se si organizza una biciclettata mi piacerebbe partecipare grazie

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